I Pennelli di Vermeer (Pasquale Sorrentino – voce e chitarra acustica, Raffaele Polimeno – tastiere, Marco Sorrentino – voce e batteria, Fulvio Di Nocera – basso, Giovanni Vicinanza – chitarra) preseguono, ininterrottamente, l’attività live a supporto del loro primo album: “La primavera dei sordi”, condivisa anche con il progetto teatrale La Sacra Famiglia.
Il Marianiello Jazz Cafè di Piano di Sorrento si riempie velocemente verso le 23.30, una delle poche volte in cui si vedono così tante persone.
“Buonasera dai Pennelli di Vermeer!”
S’inizia col brano Un bruco di gomma, proveniente dal repertorio de La Sacra Famiglia, arrangiato in versione rock, e si prosegue con estratti dalle loro produzioni (l’EP “Tramedannata” e l’album sopra citato) in un coinvolgente vortice di funk, rock, progressive, psichedelica, elettronica, folk e canzone d’autore. Un’esibizione energica e senza sosta, si vede benissimo che il gruppo è al meglio della sua forma. Tra i momenti più interessanti citerei le improvvisazioni strumentali (di cui una sfociata in un maestrale assolo di batteria di Marco Sorrentino) e una perla melodica come Nel giardino di Belzebù che, come su disco, è accompagnata dalla bella voce di Stefania Aprea (piccola, divertente, nota: quando è chiamata sul palco, il tastierista accenna il motivetto di Je t’aime… moi non plus di Serge Gainsbourg).
Beato, davvero, chi c’era.
Marco “C’est Disco” Gargiulo per Mag-Music














bella serata.. bella musica… bella recensione