I Santo Niente sono stati uno dei gruppi underground più importanti degli anni ‘90. Guidati dalla carismatica figura di Umberto Palazzo (con esperienze passate con Allison Run e Massimo Volume), sono autori di tre album memorabili come “La vita è facile“,”‘Sei na ru mo’no wa na’i” e il recente “Il fiore dell’agave“.
- Innanzitutto, chi è Umberto Palazzo?
Uno splendido quarantenne.
- Sei parte integrante della scena indie italiana da tempo ormai, come vedi l’attuale scena?
Non c’è una scena. Ci sono tantissime scene con dieci fan ciascuna. Il resto è poltiglia para-televisiva.
- Racconta un pò i tuoi anni ‘90 alla guida dei Santo Niente.
Anni fantastici, irripetibili e fondamentali. Si fa ancora fatica però ad ammettere la loro importanza. Viviamo nel perenne revival degli anni ottanta, degli orridi anni ottanta.
- Com’è la vita del musicista in Italia?
Non lo so. Io faccio un altro lavoro. La musica è fantastica e ti gratifica in maniera meravigliosa se sei sincero con te stesso e segui sempre il tuo cuore. Ma ovviamente si tratta di gratificazioni spirituali e queste sono molto più preziose di quelle materiali. La ricchezza è più facile da ottenere facendo qualsiasi altra cosa e chiunque abbia assaggiato uno scampolo di fama sa che non è una bella cosa essere famosi.
- Puoi aggiornarci sul Santo Niente? Avete uscite in programma? Progetti nuovi?
Lavoro a un mucchio di cose. In questi giorni ho più tempo e trovo più opportuno concentrarmi sul mio primo disco da solista, nel senso che lo sto registrando tutto da solo a casa mia. Sono a tre quarti circa del quinto pezzo. Lo pubblicherò quando avrò messo insieme trentotto minuti di musica che mi convince al cento per cento. Mi piace che gli album abbiano la durata classica del Long Playing, che è appunto intorno ai trentotto/quaranta minuti. Però trentotto mi piace di più.
http://www.myspace.com/santonienteband
Marco “C’est Disco” Gargiulo per Mag-Music













attendiamo il disco solista!
M.