Intervista a Diablo, cantante del gruppo sardo Sikitikis.
- Partiamo da una domanda un pò “scomoda”: come mai vi siete staccati da CasaSonica? Ci sono state divergenze? Voglia di indipendenza?
Non ti preoccupare, la domanda non è affatto scomoda.
C’è stato un momento in cui Casasonica ci ha proposto un cambiamento di rotta. L’etichetta avrebbe cessato di esistere e si sarebbe rinforzato il management. Questo avrebbe dovuto gestire il gruppo nella ricerca e nel passaggio ad un’altra etichetta e ne avrebbe gestito i budget.
Noi abbiamo valutato che questa non sarebbe stata la giusta dimensione in cui far crescere il nostro progetto ed abbiamo deciso di affrontare un percorso di auto-gestione che verrà mantenuto tale anche per il prossimo disco.
Ci tengo a sottolineare, comunque, che il nostro rapporto con tutti gli amici di Casasonica è vivo e di grande amicizia. Ci sentiamo spesso e loro sono sempre pronti a supportarci e a darci una mano per qualsiasi cosa. E’ straordinario.
- MySpace, Splinder, YouTube… quanto sono importanti i vari social-network per i Sikitikis?
I social network sono una grande risorsa per i Siki, ma anche per tutta la musica indipendente.
Noi abbiamo creato un network a costo zero che ci permette di comunicare su più fronti e di essere esaurienti sotto il profilo informativo e divulgativo della nostra roba.
Per fare un esempio pratico: I nostri spazi sono tutti linkati su sikitikis.com. Su myspace/sikitikis abbiamo tutte le date degli appuntamenti, su piovedeserto.splinder abbiamo le comunicazioni scritte e/o i link per i contenuti video di youtube/sikitv.
Seguendo i link si può essere davvero informati su tutto quello che ci riguarda.
- Oltre al gruppo avete anche un progetto parallelo chiamato “Brain Dept”. Ci puoi presentare questo progetto?
Ad un certo punto ci siamo resi conto che il nostro lavoro sulle colonne sonore aveva bisogno di più spazio.
La musica da cinema ha una grande importanza soprattutto per la funzione di ricerca che ricopre nel nostro percorso musicale.
Inoltre, le richieste per sonorizzazioni anche di altro genere (per letteratura, teatro, ecc.) diventavano sempre più numerose.
Abbiamo deciso quindi di creare un contenitore che racchiudesse e definisse il lavoro strumentale e lo differenziasse nettamente da quello di matrice pop-rock che poi finisce nei dischi e nelle scalette dei concerti.
Ciò, ovviamente, non significa che in due compartimenti siano a tenuta stagna. Le cose possono intrecciarsi, interagire, irrompere l’una nell’altra e creare nuovi tessuti.
- Nei vostri video (come il video di “Non avrei mai” e “Piove deserto”), e anche nei titoli delle vostre canzoni (come Rosso sangue) compaiono riferimenti/citazioni a degli horror. Siete molto appassionati di quel genere di film? C’è qualche regista a cui siete particolarmente legati?
Ognuno dei quattro Siki è legato ad un genere e a dei registi particolari. Se dovessimo, però, sforzarci di trovare un regista horror che incontri i gusti comuni, questo sarebbe senza dubbio Lucio Fulci.
- Il vostro primo disco conteneva una cover di Mina (L’importante è finire), il secondo una di Celentano (Storia d’amore). Il prossimo conterrà anch’esso una cover?
Nei provini del prossimo disco compare una cover. Ma non siamo certi che questa, alla fine del lavoro, resterà in tracklist.
Non vi diciamo qual’è, ma possiamo dirvi che, al contrario delle prime due, questa è di un artista semi-dimenticato della fine degli anni settanta.
- Com’è la scena musicale sarda? In Sardegna è dura la vita di chi fa musica?
La scena musicale sarda è straordinariamente viva ed attiva. E fare musica sull’isola non è poi tanto più dura che farla sula terra ferma.
I problemi della musica oggi non sono più legati alla posizione geografica, e questo grazie alla tecnologia.
Perciò, in Sardegna, si risente di una crisi musicale propria del mercato italiano esattamente che in qualsiasi altra zona dello stivale.
Alcune band sarde che si confrontano con un mercato internazionale (benché di nicchia) sono addirittura diventate culto nei festival europei e mondiali di genere. Mi riferisco a band quali Gold Kids nel circuito hard-core, Rippers e Love Boat in quello garage o Dusty Kid nella musica elettronica.
- Hai qualcosa da aggiungere?
Vorrei invitare tutti i lettori a seguire il nostro network:
lo space: www.myspace.com/sikitikis
le sonorizzazioni: www.myspace.com/braindept
il blog: www.piovedeserto.splinder.com
twitter: www.twitter.com/sikitikis
i video: www.youtube.com/sikitv
e credo che basti…
- Grazie mille per il tempo che mi hai dedicato Diablo! Buona fortuna per i Sikitikis!
Grazie a voi per lo spazio che ci avete concesso. Unu salùdu.
I Sikitikis, insieme ad altri gruppi dello stivale, faranno parte della prima compilation di Mag-Music:
Scarica gratuitamente i pezzi.
Marco “C’est Disco” Gargiulo per Mag-Music














5 Risposte a “Intervista ai Sikitikis”