Come ogni anno parte il MEI, ovvero il Meeting degli Indipendenti e Mag-Music in collaborazione con il M.E.I., mette in palio quattro biglietti per partecipare, gratuitamente, all’evento che si terrà a Faenza dal 27 al 29 novembre. Quattro biglietti: due per la giornata del 28 e due per quella del 29. Per partecipare al concorso basterà mandare un’email a questo indirizzo: marcogargiulo90@gmail.com, scrivendo nell’oggetto MAG-MUSIC MEI 2009, il vostro nome, cognome, indirizzo email e specificare il giorno (28 o 29). Il concorso scade il 23 novembre. Se non avete letto il programma del MEI 2009, potete farlo qui. Concorso in collaborazione con Lunatik.

Mesi fa fu pubblicata la prima compilation in free-download di Mag-Music.
Dopo quell’esperienza ho voluto mettermi d’impegno per crearne un’altra ancora più bella!
Ancora una volta duro lavoro, fino a che non ho avuto troppi brani. Troppi brani per una sola compilation. Ho quindi deciso di dividere la stessa in due parti denominate Eros e Thanatos.
Sono state divise anche nei contenuti: una più soft e rock (Eros) e una più dura e dark (Thanatos).
Nile, da qualche anno ormai questo nome rappresenta una delle cime più alte del brutal.
Dopo pietre miliari del genere come “Black seeds of vengeance”, “In their darkened shrines” e l’album che li ha portati al successo internazionale “Annihilation of the wicked”, ora l’ “egypt-inspired” band ritorna, a due anni di distanza dall’ultima opera, con un nuovo album che con alcune precedenti dichiarazioni di Karl Sanders (il chitarrista, ndr) aveva fatto crescere un po’ di aspettativa. Continua a leggere ‘Recensione: Nile – Those whom the gods detest’
Recensione: Dilis – s/t
Sono sempre stato uno che ammira molto i progetti solisti. Racchiudono tutta l’essenza di una persona, sia musicalmente, che a livello di emozioni.
È il caso di Pietro di Lietro, ex cantante e chitarrista de La condizione danzante, che decide d’intraprendere la carriera solista, con il nome di Dilis. Per ora abbiamo solo un demo, che già rende l’idea di quello che ne potrebbe uscire in futuro.
L’omonimo demo consiste di tre tracce, due canzoni proprie più una cover. Continua a leggere ‘Recensione: Dilis – s/t’
I Pennelli di Vermeer (Pasquale Sorrentino – voce e chitarra acustica, Raffaele Polimeno – tastiere, Marco Sorrentino – voce e batteria, Fulvio Di Nocera – basso, Giovanni Vicinanza – chitarra) preseguono, ininterrottamente, l’attività live a supporto del loro primo album: “La primavera dei sordi”, condivisa anche con il progetto teatrale La Sacra Famiglia.
Il Marianiello Jazz Cafè di Piano di Sorrento si riempie velocemente verso le 23.30, una delle poche volte in cui si vedono così tante persone.
“Buonasera dai Pennelli di Vermeer!” Continua a leggere ‘LiveReport: Pennelli di Vermeer – Marianiello Jazz Cafè, Piano di Sorrento 06/11/09′
Black Eyed Dog in tour
Partirà il 18 novembre da Palermo, sua città d’azione, il JINGLE JANGLE CIRCUS TOUR di Black Eyed Dog, nome d’arte di Fabio Parinello.
Questa tournée arriva a qualche mese di distanza dalla pubblicazione del suo “Rhaianuledada (Songs To Sissy)” (Ghost Records/Audioglobe), secondo album del cantautore dopo l’esordio “Love Is A Dog From Hell” del 2007.
Fabio ha un animo sensibile, romantico, dolcemente poetico e stralunato, che si riflette appieno nella sua musica.
L’ultimo album è stato recensito su testate internazionali come Les Inrockuptibles e ha avuto ottimi riscontri anche da parte della critica italiana.
Compagno di tour di Black Eyed Dog sarà Fabrizio Cammarata, mente dietro al progetto The Second Grace. I due hanno in comune non solo il nome ispirato a Nick Drake, ma anche Palermo, il pianoforte di un deserto caffè della Kalsa, canzoni, schegge di poesie e vinili 33 giri di seconda mano.
Il Jingle Jangle Circus è la colonna sonora di un viaggio nell’immaginario dei due artisti, costruito su pianoforte, mandolini, trés cubani, percussioni e clarinetti.
Qui di seguito le date: Continua a leggere ‘Black Eyed Dog in tour’
Recensione: Brunori Sas – Vol.1
L’adolescenza, i falò sulla spiaggia in compagnia della chitarra (l’unica vera donna che non ti tradirebbe mai!), i Super Santos, l’estate che muore, un amore che nasce, improbabili dandy. Queste le figure e i sentimenti che stimola con la sua chitarra acustica Brunori Sas, cantautore, produttore e mancato imprenditore.
“Vol.1” è il suo esordio. Timido, acerbo, semplice. Continua a leggere ‘Recensione: Brunori Sas – Vol.1′
Damien* : tre giovani (Enrico Boccioletti alla voce e chitarra, Ernesto Marchetti al basso e Damiano Simoncin alla batteria) nati artisticamente nel 2001 a Pesaro che da allora non si son mai fermati di mettere se stessi in musica, e per fortuna. Dopo l’irruente e ben riuscito “Mart/Art“, giunge a noi il nuovo lavoro dei Damien*, prodotto dall’etichetta Suitside. Continua a leggere ‘Recensione: Damien* – Crippled cute’
“Il giorno è solo luce in eccesso, la notte è una splendida morte esaltante”
Così dice una frase di Isabella Santacroce, ed è la giusta concezione che bisogna adottare per immedesimarsi a pieno nell’ascolto di questo disco. Il giorno è solo un effetto dovuto alla vicinanza di una stella, nell’universo regna la notte.
Ogni band ha una sua evoluzione, tutte giungono ad un apice della loro carriera. Quella dei Katatonia forse è più unica che rara, partendo dal doom del primo album, le calme e pacate melodie di “Last fair deal gone down”, la grigia malinconia di “Viva emptiness” e gli oscuri angoli di “The great cold distance”.
Ora, a distanza di tre anni dall’ultima opera, comincia un nuovo giorno: questo nuovo giorno è la notte. Un disco non facilmente assimilabile all’inizio, specie se ascoltato superficialmente. Continua a leggere ‘Recensione: Katatonia – Night is the new day’
Mentre attendo alla stazione di Vico Equense Paolo e Luigi, una nuvolosa sera di Giovedì 5 novembre 2009, un mio amico incontrato per strada commenta “Uah edda essr nu di’e grupp pe’ fa’ sta tarantell” (che tradotto dal napoletano significa: “Dev’essere un grande gruppo per fare tutto questo”). Beh sì, aveva ragione. Si parte alla volta di Roma, dove giungiamo dopo tre estenuanti ore di viaggio, per giunta contornate da un evento allegorico: un incidente d’auto poco dopo Napoli.
A causa di qualche ritardo accumulato qua e là e soste ad autogrill arriviamo a Roma alle 21.30, parcheggiamo l’auto nel primo buco che ci sembra consono e si parte alla ricerca dell’Atlantico. Dopo dieci minuti lo troviamo, entriamo e cominciamo a occupare posto. Ci prendiamo tutti una birra, e parte un intro di attesa della band. Si spengono le luci, ci siamo. La folla inizia a fischiare appena compaiono le prime ombre che si muovono sul palco e subito parte il primo capitolo dell’album “The Incident”: I. Occam’s Razor. Le luci rimangono ancora spente durante la performance del primo brano, per poi accendersi al capitolo II. The Blind House, ed ecco, si vedono tutti. Lo sguardo cade ovviamente su Steven Wilson, poi si dirige su Colin Edwin, Gavin Harrison, Richard Barbieri e infine, ma non meno importante, John Wesley. Continua a leggere ‘LiveReport: Porcupine Tree – Atlantico, Roma 05/11/09′
Tra etichette discografiche e nuove proposte, la Musica Emergente va in scena al Piper Club di Roma.
C’e’ una festa nuova a Roma, la festa della musica emergente, la serata evento Tour Music Fest interamente dedicata a tutta quella musica di valore e qualita’ che cerca il suo pubblico, la sua produzione e distribuzione.
Rock, pop, ska, reggae, jazz…il contesto musicale italiano ed europeo e’ popolato da tante interessanti proposte che vengono ogni anno rese visibili e valorizzate dal festival dedicato alla musica emergente piu’ nutrito d’Italia, il Tour Music Fest, presieduto da MOGOL, che si inserisce all’interno di un network di festival europei tutti votati alla diffusione della musica di qualita’.
Continua a leggere ‘Tour Music Fest: La Notte della Musica Emergente’
Se un loro concerto fosse un libro, il sottotitolo sarebbe sicuramente “come sbriciolare un teatro in un’ora e mezza“. Perchè è quello che han fatto Pierpaolo Capovilla, Francesco Valente, Gionata Mirai e Giulio Favero, ossia Il Teatro Degli Orrori, una delle band più importanti del panorama rock italiano contemporaneo. Continua a leggere ‘LiveReport: Il Teatro Degli Orrori – Teatro Miela, Trieste 4 novembre 2009′
Recensione: Edda – Semper Biot
La vita non è facile quando si è costretti fronteggiare le crisi di identità. Specialmente quando queste ti colpiscono di punto in bianco in un momento di grande fama, portandoti ad un declino personale, e a volte giungendo persino alla morte, avente come complice persino la droga, come nei casi di Kurt Cobain e di Layne Staley.
Stefano Rampoldi, meglio noto come Edda, ex voce dei Ritmo Tribale, non fa eccezione. L’India, la droga, una reunion mancata: tutti fattori che fanno capire come questo abbia passato un momento difficile e, in qualche modo, di transizione. Dall’ibrido a cavallo tra Soundgarden (nella voce) e Red Hot Chili Peppers (nel look) all’epoca del gruppo madre, oggi, a 46 anni e con i capelli rasati, uscito da quel terribile tunnel, sembra irriconoscibile, ma quella voce svela tutto, e fa capire come lui sia intenzionato a raccontare la sua esperienza. Senza peli sulla lingua. Continua a leggere ‘Recensione: Edda – Semper Biot’
Due anni dopo il fortunatissimo esordio di “Cloud cuckoo land“, i bresciani Annie Hall tornano con un nuovo album che li consacra come una delle migliori band del panorama italiano – e non solo. Infatti “Carousel“, distribuito da Audioglobe, uscirà anche in USA, Spagna, Francia, Belgio e Giappone. Mica bruscolini quindi. Continua a leggere ‘Recensione: Annie Hall – Carousel’
Francesco Diodati, vice-caporedattore del sito musicale Rockon.it e grande amico, ha voluto farmi un regalo:
Graham Coxon è tornato. Graham Coxon e il settimo album, “The spinning top”. Graham Coxon e i suoi occhiali famosissimi. Troppo famosi. Graham Coxon nell’inferno degli anta. Quarant’anni e non sentirli. Quarant’anni e sentirli. L’alcool. Quello puro. Nubi tossiche. Il cervello bruciato. Le lenti appannate. La pancia gonfia. Le dita gialle. Le occhiaie. Una storia fatta di telecaster e di birra. I barattoli di birra dispersi nella disintossicazione ufficiosa. I Blur sono morti. Anzi no. I Blur si sono riuniti. Hanno ripescato l’anima. Forse. I Blur hanno riagganciato il mondo. Forse. Evviva il brit-pop e i suoi derivati. Evviva i novanta e i suoi derivati. Continua a leggere ‘Recensione: Graham Coxon – The spinning top’
Nel 1993, dopo 3 anni di silenzio, tornavano i Casino Royale con un disco che avrebbe fatto parecchio parlare di se, “Dainamaita“. Cosa ha di speciale questo disco? L’abbandono in maniera totale dello ska ballabile degli esordi del gruppo ed una maggiore apertura alle contaminazioni stilistiche (negli anni si parlerà del disco come uno dei primissimi esempi di “crossover” italiano). L’altra grande innovazione sono i testi nella lingua di Dante (o di Manzoni, dato che i nostri sono di Milano). Continua a leggere ‘Recensione: Casino Royale – Dainamaita’
Mettere in scena la fine di un qualcosa è sempre doloroso. Passione, amicizia o lavoro che sia. Nel caso di un gruppo musicale, molti preparano per la fine della storia un disco, un regalo per i fan. Spesso si tratta di qualcosa simile a spazzatura, una cosa che era meglio se non fosse uscita.
I P.G.R. e il loro passato scomodo. “Però Gianni Giorgio Giovanni resistono”. Continua a leggere ‘Recensione: P.G.R. – Ultime notizie di cronaca’
Tour americano per i danesi The Foreign Resort e ben 4 date nel nostro territorio.
Ecco le date: Continua a leggere ‘Sbarco in U.S.A. per i The Foreign Resort’
Diciamocelo: Mika ci sta simpatico. E il suo mondo tutto particolare, fatto di colori, brillantini, disegni e sorrisi ci piace.
Dopo il fortunato disco d’esordio “Life in cartoon motion“ contenente i due supersingoli-tormentone Grace Kelly e Relax (Take It Easy), il giovane cantante libanese torna sui palchi con il suo secondo lavoro di inediti, intitolato The boy who knew too much, introdotto dal singolo che ormai conosciam tutti – volenti o nolenti – We are golden. Continua a leggere ‘Recensione: Mika – The boy who knew too much’
Erlend Øye – l’occhialuto – e Eirik Glambek Bøe – il belloccio – sono tornati.
Dopo un’interminabile pausa di 5 anni per dedicarsi ai propri progetti personali (ricordiamo, ad esempio, il progetto elettronico di Erlend che risponde al nome di Whitest Boy Alive) tornano i Kings of Convenience con un nuovo album. Continua a leggere ‘Recensione: King Of Convenience – Declaration of dependence’
Uscirà il 20 novembre sotto l’etichetta Al-kemi Records, “Cercavamo il silenzio“, il nuovo disco live dei Marlene Kuntz. Questo cd+dvd (il terzo live nella carriera dei Marlene) conterrà la ripresa del concerto, tenutosi durante il tour di promozione a “Uno”, al Teatro Sannazaro di Napoli. Gianni Maroccolo ne curerà la produzione artistica.












